PROMESSA
Ieri come morta. E' serio allora ciò che si dimena in un angolo del terzo quarto del mio corpo (a partire dal basso) come esimia cantante di lirismi. Adesso, marmellata alle more. Conserverò, in nome dell'ASCESI barthesiana, infimi pezzetti di pane per quando ci vedremo. Fra meno di un mese. Vedrai come ti fisseranno i miei occhi.
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Fu un bene che tutto questo passò presto e si risolse in nulla; ma allora
mi stupii di Stepàn Trofìmovic.
Un tre anni dopo, com'è noto, si cominciò a parlare di nazionalità e
nacque "l'opinione pubblica".
Stepàn Trofìmovic ne rideva molto.
-Amici miei, -egli ci insegnava, -la nostra nazionalità, anche se in realtà è "nata",
come assicurano adesso laggiù sui giornali, è ancora a scuola,
in qualche scuola media tedesca, seduta dinanzi a un libro tedesco, e ripassa
la sua eterna lezione di tedesco, e il maestro tedesco la metterà in ginocchio,
se sarà necessario. Quanto al maestro tedesco, approvo; ma la cosa più probabile è che
nulla sia accaduto e nulla di simile sia sorto, ma tutto vada come andava prima,
cioè con la protezione di Dio. E, secondo me, per la Russia, pour notre
sainte Russie, basterebbe. Inoltre tutti questi panslavismi e nazionalità,
tutto ciò è troppo vecchio per essere nuovo. La nazionalità,
se volete, non si è mai presentata da noi che sotto l'aspetto di una fantasia
da circolo signorile, e per giunta ancora moscovita. S'intende che non parlo
del tempo di igor'. Infine tutto deriva dall'oziosità. Da noi tutto deriva
dall'oziosità, il male e il bene. Tutto deriva dalla nostra graziosa,
istruita, capricciosa oziosità signorile. Sono tremila anni che lo ripeto.
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