Stretti desideri...
Da sotto un caldo piumone cerchi di immaginare quello che manca per completare un disegno che accarezzi da tempo. Da sotto il cuscino cerchi di tener stretta una voce. E chiudi gli occhi per non far scappare il sogno, l’immagine, e l’emozione che ti scaldano il cuore.
Con una mano gli scosti i capelli scuri che cadono sul volto. I tuoi occhi si fermano, esitano, perché timidi. L’angolo della bocca sorride, perché non riesce a trattenere il calore dell’emozione, che così spontanea non si può fermare. Il naso sente l’odore della sua pelle, dei suoi vestiti. L’orecchio si innamora del battito del suo cuore, del dolce suono della sua voce, di lui.
Le braccia trovano il fresco sotto al cuscino, ed invece vorrebbero sfiorare loro simili, così come le mani che non vorrebbero sentire il liscio del freddo lenzuolo, ma quello di una schiena calda, non della tua. Il sogno si muove sornione, il cuore ti suggerisce tante cose, forse troppe e tutte insieme: la confusione che tutto questo genera non ti dà fastidio, non è scomoda, assomiglia un po’ a quelle poltrone dai bianchi cuscini sulle verande delle case al mare… tu ti stendi e respiri, respiri la calma e la felicità che hanno per te ora solo uno strano sapore.
Le gambe trovano troppo spazio, ma non lo vorrebbero, vorrebbero solo esser costrette all’angolo sinistro del letto, dalla presenza di un altro paio, che premurose scaldano le prime perché gelide da troppo tempo. In uno strano e stretto intreccio troverebbero la posizione perfetta, quella che lega, quella che non fa pensare.
La testa quella si poggerebbe sulla spalla, smetterebbe di frullare, il naso respirerebbe lui, i suoi capelli, il suo collo, fino a non riuscire a distinguere i due profumi, ma a trovarne uno, mescolato, diverso, ma speciale ed unico.
La bocca smetterebbe di emettere voce e parlerebbe solo attraverso il cuore.
Amorevolmente Elle
18:18 | link
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Sent2.
Due forti esplosioni di spari. Anna spara due colpi nel vuoto, poi ritorna al coperto dal fuoco. Vestita di un elegante tailleur è accucciata appoggiando la schiena ad una parete. Il viso gronda sudore. I capelli scomposti. Il suo viso tradisce una forte tensione. Attende qualche secondo. Poi si alza in piedi, rimanendo sempre appoggiata. Nelle mani, abbassate sotto la pancia impugna una pistola. Altre due forti esplosioni. Anna si volta di scatto. Rimane immobilizzata una frazione di secondo. Poi si volta nella direzione dalla quale provenivano le esplosioni. La pistola in pugno, corre disperata. [14:56:29] clango: o andare a fare campeggi selvaggi [14:56:40] Antonio: Allora è un problema. [14:56:52] clango: si [14:57:01] clango: insomma mi è dispiaciuto un sacco [14:57:08] clango: e non sapevo cosa dirgli [14:57:23] Antonio: E' la donna che ricusa. Non si dà. Non sà che fare... [14:58:06] clango: te lo ho voluto dire perchè adesso ha bisogno di svagarsi e di amicizia, insomma non si è mai aperto e vorrei metterlo a suo agio per farlo sfogare [14:58:15] clango: si la donna ricusa, sfugge, ha paura [14:58:22] Antonio: Mi sa che non c'è amore forse. E' triste. Ed è anche un vecchio film. [14:58:35] Antonio: Merda. [14:58:36] clango: forse si stanno rendendo conto che non sono uno per l'altra, fatti [14:58:51] clango: ja [14:58:52] Antonio: Questo è un blues. il mondo non è pronto. come fa il mondo ad ascoltare tutto quello che tutti hanno da dire. la montagna lo ascolta. le nuvole scure ascoltano e per ricordare devono solo per pochi attimi guardare la propria ombra sulla bruma. mi sembra strano però. cercano quello che non troviamo nei sogni. spero che il mondo non corra grossi pericoli così. insalvabili. nessuna forza.
00:52 | link
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...ah si vivesse solo di inizi di eccitazioni da prima volta quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora...
nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione
Quanta verità in queste parole...
ma il finale è di certo più teatrale così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione...
19:35 | link
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club
dietro le tende: quell'aria melò, da tragedia anni settanta. quel gusto fuori tempo nello strusciarsi sulle stoffe del salotto, la descrizione minuziosa del pelo del suo gatto, quella macchia sulla tovaglia della festa, il libro di testo sulle gambe, i gomiti rigorosamente sopra la tavola, la musica proveniente dal salotto, un disco mezzo rotto. l'odio furbescamente nascosto per quel genere di film che è diventato moda, fumetto pastellato e sacchetti di plastica bianca volanti. a metafora di che cosa, poi ?.
nel giardino: la corsa con le gambe punte dai rami secchi, il nervo scoperto nei pensieri, l'aria dannata sulla faccia, una punta superiore di freddo da regalare tutta alla guancia destra. il fiocco di neve gigante da mettere come segnalibro, nel quaderno delle feste. i soldi della zia, infilati in tasca.
da farne francobolli falsi, da spacciare dietro i portoni dei falsi amanti allora, una raccolta differenziata, avviata nei frontespizi di cartone. se era calcare, non ce ne siamo accorti. per infilare le teste bagnate di spuma bianca, sentire il caldo delle luci nei negozi, l'aria viziata a dismisura, ci sono giovani donne con cappottini grigi, saltellano sicure, sorrette da stampelle/abbracci. fosse solo una piega di una calza, tirata male, come certe immaginette anni cinquanta. giunge stucchevole questo brodo di cose e pose, il riassunto della moda ottenuto con le polaroid dei capelli delle nonne. ogni anno un circolo vizioso, un tratto da scrivere con una penna nuova, per ogni nuovo incontro, ogni tavolo di bar. se guardi bene la tovaglia è sempre la stessa. viene solo capovolta, per risparmiare coriandoli di briciole. allora mi ricordo, dentro quella chiesa con l'orrore scolpito magistralmente, in bocche e occhi di dolore qualche centesimo in tasca per illuminare le sculture. lo pagò quel prete il biglietto dell'autobus e tutte le penne nuove, usate per segnare i numeri di telefonomail, guardando dietro il muro si intravede appena, una nuova corsa sui pietrini/sentimenti. da fondarci un club.
17:30 | link
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melodramma |
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